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| Le importanti potenzialità delle biomasse nel nostro paese |
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| 05/07/2010 |
Le biomasse di origine agricola, zootecnica e forestale possono dare un contributo determinante per i fabbisogni termici e soprattutto per la produzione di carburanti alternativi. la Direttiva RES (2009/28) sulle fonti rinnovabili di energia, l'Unione Europea ha riconosciuto – relativamente ai biocarburanti – il ruolo fondamentale del suolo agroforestale come riserva di carbonio e di biodiversità, adottando il criterio prioritario dell'efficienza energetica e della riduzione delle emissioni di CO2 dell'intera filiera. L'esigenza di mantenere un saldo legame con la produzione agricola è tanto più pressante in un periodo di grave crisi dell'agricoltura italiana ed europea. Proprio per la loro specificità, lo sviluppo corretto delle agrienergie non può che essere decentralizzato e integrato con le economie agricole locali e i contesti territoriali. Gli effluenti zootecnici e gli scarti agroindustriali insieme alle frazioni organiche dei rifiuti urbani sono l'unica biomassa presente in enormi quantità nel nostro paese con un potenziale energetico stimato attorno ai 10-12 Mtep (ITABIA 2008) e ad oggi sono pochissimo utilizzati a scopo energetico. Dal biogas, con le tecniche oggi disponibili, si può ottenere un metano al 95-98% (biometano) che potrebbe essere immesso nella rete Snam e utilizzato sia per usi civili che per trazione. Il metano è il carburante più efficiente e meno inquinante oggi disponibile. Il biometano presenta ulteriori vantaggi rispetto all'omologo fossile: è un combustibile rinnovabile, le emissioni serra del ciclo di vita sono molto ridotte e inoltre, derivando da sostanza organica, elimina la dispersione di metano dovuta alla naturale decomposizione della stessa sostanza organica. Questi effetti combinati consentono di ottenere, a seconda del substrato di base utilizzato per la produzione di biometano, una riduzione di emissioni di CO2-equivalente variabile dal 75 al 200%. L'industria automobilistica ha fatto grandi investimenti in questi anni nei veicoli a gas. L'Italia dispone della rete di distribuzione del gas più ampia e capillare in Europa. Malgrado tutte queste condizioni favorevoli e malgrado l'esempio della Germania che prevede di immettere in commercio 6 miliardi di mc/anno di biometano fino al 2020, in Italia manca ancora un quadro di riferimento normativo per il biometano che ne consenta lo sviluppo. Un’altra tecnologia sviluppata da oltre 15 anni negli USA con notevoli risultati è la GASSIFICAZIONE. I gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi, usata per convertire direttamente i materiali organici in gas, appunto, mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno, producendo syngas. A differenza dei pirolizzatori, i quali attuano la pirolisi in senso stretto, ovvero in totale assenza di ossigeno, i gassificatori operando invece in presenza di piccole quantità di tale elemento producono anche una ossidazione parziale. Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano molte tipologie di biomasse e non ultimi i rifiuti rifiuti, a partire da quelli considerati biomasse,come scarti vegetali, legno, sansa di oliva, compost, ecc fino al recupero di scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, Se si trattano biomasse, l'energia imprigionata attraverso la fotosintesi clorofilliana in tali sostanze organiche può così essere liberata o bruciando il gas di sintesi (syngas) in una caldaia per sfruttarne il calore o alimentare una turbina a vapore, o usandolo come combustibile per motori a cogenerazione. Questo gas può essere successivamente utilizzato per produrre energia elettrica (con rendimenti da due a tre volte più alti di un comune inceneritore) nonché ovviamente calore. I gassificatori sono impiantisticamente molto versatili e sono un sistema efficiente per sfruttare le potenzialità energetiche delle biomasse in generale, oltre che dei rifiuti solidi urbani: si prestano pertanto a essere usati in agricoltura, poiché permettono di sfruttare terreni poco produttivi o adatti solo a colture non pregiate per produrre energia, un bene invece dal valore in continua crescita. Pertanto, permettono di ottenere un guadagno costante e sicuro, il che dà loro alte potenzialità di sviluppo anche nel medio-breve termine, in un contesto di difficoltà di smaltimento dei rifiuti (e di opposizione alla costruzione di inceneritori tradizionali per i timori per la salute e l'ambiente) e di contrazione del mercato per gli agricoltori
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| Energia da rifiuti: alto potenziale di crescita in Italia |
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| 01/06/2010 |
Il mercato europeo degli impianti alimentati con energia da rifiuti organici (ad oggi il più ampio del mondo), raggiungerà i 3,6 mld/$ entro il 2016. Lo dice una recente ricerca condotta da Frost & Sullivan che evidenzia anche come il mercato tedesco, che da solo rappresenta il 76,8% di quello europeo, abbia chiuso il 2009 a quota 998,3 mln/$. Negli ultimi 10 anni – dice lo studio – tale crescita è stata resa possibile dalle politiche governative a sostengo di questo comparto industriale, e grazie al supporto del settore bancario. Ora misure simili sono in corso di sviluppo in altri Paesi europei, fra cui l'Italia, e c'è quindi da attendersi, in questi mercati, una crescita sostanziale per i prossimi 5-10 anni. Negli Usa, invece, il governo federale ha lanciato un programma (AgSTAR), che incoraggia l'uso delle tecnologie per il recupero del metano consentendone al tempo stesso l'abbattimento delle emissioni. In India, il governo del Punjab sta promuovendo la costruzione di impianti di questo tipo per l'approvvigionamento statale di elettricità. Il potenziale di questo mercato – sostengono quindi gli estensori del rapporto – è enorme e il ritmo di crescita “può essere esponenziale, soprattutto in Paesi quali l'Italia, la Repubblica Ceca, il Brasile, gli Stati Uniti, il Canada, l'India e l'Australia”. Se rinunciassero ad investire in questi mercati – concludono – le imprese del settore rischierebbero di perdere preziose opportunità. fonte staffetta quotidiana
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| 30 mln per impianti rinnovabili su edifici PA |
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| 20/05/2010 |
La Direzione Generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili ed efficienza energetica del Dipartimento per l'energia del Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato un avviso pubblico per il finanziamento di progetti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili su edifici di proprietà delle Amministrazioni dello Stato, Regioni, Provincie, Comuni e Comunità montane in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. E' quanto si legge in un avviso pubblicato sul sito internet del ministero. Le risorse finanziarie a sostegno dei progetti selezionati, erogate mediante contributi fino al 100% del costo ammissibile, ammontano complessivamente a 30 milioni di euro. |
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| Raffineria in Portogallo per produrre 260 mila tonnellate di |
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| 20/05/2010 |
Il progetto, denominato Belen e del valore di 530 milioni di dollari, prevede la costruzione di una raffineria a Sines, in Portogallo, per la produzione di 260 mila tonnellate di biodiesel all'anno destinate al mercato iberico dei biocarburanti. |
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| Biomasse, decreto su filiera corta |
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| 20/05/2010 |
il 12 maggio Il ministero delle Politiche agricole ha emanato il decreto 7493/SAQ con cui si autorizzano le imprese singole o associate della filiera della trasformazione agroenergetica a stipulare contratti quadro anche in mancanza di intese di filiera. Le imprese dovranno garantire la tracciabilità della materia prima utilizzata e rispettare almeno una delle seguenti condizioni: che l'approvvigionamento delle biomasse provenga da almeno tre Regioni e che il progetto di trasformazione agroenergetica sia stato dichiarato di interesse nazionale dal Comitato interministeriale istituito nel 2006 per la crisi del settore bieticolo-saccarifero.
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